Il sistema trapiantologico italiano in campo epatico vede profilarsi una congiuntura estremamente complessa e preoccupante.

Nei prossimi dieci anni, in Italia, almeno quindicimila persone avranno bisogno del trapianto di fegato. Il dato, probabilmente sottostimato, può apparire sorprendente, in quanto le patologie che tradizionalmente portavano al trapianto, in questi ultimi cinque anni sono state in buona parte risolte dalla terapia medica. Parliamo soprattutto della cirrosi virale, che era ascrivibile principalmente all’Epatite C.

 

 

Dunque, che sta accadendo?

 Il nuovo grande nemico del fegato è l’obesità, che in termini più scientifici possiamo indicare come “Steatosi epatica non alcolica”, già oggi seconda maggior causa del trapianto di fegato negli Stati Uniti e ormai prossima a diventarla anche nel nostro Paese.

 Una situazione che diventa allarmante se si pensa che nei prossimi anni un’intera generazione di specialisti andrà naturalmente verso l’uscita dal mondo del lavoro e al momento non si riesce a intravedere un ricambio adeguato. Carenza di nuove leve, crisi di vocazioni, fascino della professione nettamente in calo: questi elementi fanno seriamente temere un default del sistema trapiantologico italiano, che in questi ultimi vent’anni ha fatto registrare notevoli successi salvando molte vite umane e che oggi guarda con ansia giustificata alle previsioni di crescita della popolazione colpita da steatosi epatica non alcolica. Una vera e propria pandemia dell’obesità.

 Obesità che significa stili di vita, e in particolare una dieta troppo ricca di zuccheri e grassi, resa ancor più dannosa da sedentarietà, alti livelli di colesterolo, ipertensione e – in alcuni casi – dal Diabete di tipo 2.

 Al centro di tutto questo c’è il paziente, ovvero ciascuno di noi. Consapevolezza e corretta informazione diventano elementi fondamentali, sia per prevenire la malattia, sia quando – dovendovi far fronte – è necessario aderire scrupolosamente alle indicazioni dello specialista. Un paziente sempre più partecipe, quindi attivo secondo le moderne logiche del “patient engagement”, è oggi il tassello fondamentale per il successo del trapianto e delle cure necessarie a garantire l’aspettativa di vita.

 

 

Di tutto questo si parla nella serata organizzata da Epateam con alcuni dei migliori specialisti italiani nella trapiantologia del fegato. “Il trapianto si racconta” è il titolo dell’iniziativa che giovedì 21 febbraio, all’Hotel Metropole di Roma, vedrà confrontarsi esperti e pazienti con testimonianze e approfondimenti. Conduce la serata Stefano Marroni, responsabile di Medicina 33-Tg2.

Segui l’evento in live streaming su Epateam.org dalle ore 20.