Tra i due e i tre mesi. È questo il periodo che ancora bisognerà attendere per la definitiva ripresa delle attività di trapianto di fegato al Policlinico San Martino di Genova. La conferma arriva direttamente dall’azienda ospedaliera che, parallelamente, comunica anche che è in fase di completamento la richiesta di autorizzazione per il programma di trapianto di cuore.

La Liguria si conferma, in termini di donazione di organi e numero di trapianti effettuati, in linea con la media nazionale, nonostante il calo registrato nei mesi di marzo, aprile e giugno dello scorso anno. Come spiega il presidente della Regione, Giovanni Toti, “nel 2012 il centro per i trapianti di fegato era stato chiuso, i pazienti venivano dunque preparati e seguiti al Monoblocco, ma poi trasferiti al Niguarda di Milano per l’operazione. Entro pochi mesi il nostro Policlinico avrà di nuovo il suo centro trapianti operativo, evitando ai pazienti di doversi spostare, garantendo un risparmio per il servizio sanitario regionale e valorizzando le notevoli professionalità di medici e operatori sanitari liguri. Questo sarà solo un primo passo: oltre ai trapianti di fegato verranno presto eseguiti anche quelli di cuore e potenziati quelli di reni. L’obiettivo è garantire migliori cure ai nostri cittadini e rendere il nostro hub ancora di più un’eccellenza a livello nazionale“.

Nel dicembre 2020, proprio in Liguria era stato effettuato uno dei pochi prelievi di organi da paziente positivo al Covid, secondo un protocollo approvato dal Centro nazionale trapianti: “I dati confermano che la nostra regione ha un’elevatissima sensibilità alla donazione – sottolinea il professor Andrea Gianelli Castiglione, coordinatore del Centro regionale trapianti – mostrata sia nelle dichiarazioni rese all’anagrafe che nelle scelte delle famiglie alle quali, nel momento della tragedia, è stata proposta la donazione. Esiste poi una ormai solida professionalità dei sanitari delle rianimazioni liguri nelle quali inizia e viene portato a termine il processo di donazione che non si è mai fermato nemmeno nei momenti più difficili della pandemia”.