Stanchezza e affaticabilità non sono segnali che devono far pensare a un caso di colangite biliare primitiva (CBP). Lo dice uno studio condotto dall’ospedale San Gerardo di Monza e dall’università Milano-Bicocca pubblicato sul Journal of Translational Autoimmunity.

Sono oltre 10mila le persone che nel nostro Paese vengono colpite da questa patologia, in particolare donne sopra i quarant’anni. Si tratta di una malattia epatica rara cronica e autoimmune che comporta la progressiva distruzione dei piccoli dotti biliari all’interno del fegato. Nel corso del tempo i danni, seppur lentamente, possono portare alla cirrosi. Numerosi studi nel corso degli anni, in particolare nel nord Europa, avevano portato a sostenere che tra i sintomi riconducibili alla CBP vi fossero stanchezza e affaticabilità, pur non ottenendo riscontri da indagini effettuate in altre zone in particolare per via della mancanza di strumenti attendibili per valutare questi due presunti sintomi.

Lo studio italiano è stato condotto in due fasi. La prima in cui è stato stilato un questionario per valutare che impatto sulla vita dei pazienti avesse avuto la colangite e verificare presenza ed effetti della stanchezza. In un secondo step sono stati analizzati i dati raccolti da uno studio multicentrico internazionale su 569 pazienti (di cui il 90,5% donne), con un’età media di 61 anni, italiani, giapponesi, spagnoli e britannici dai quali è emerso che la stanchezza veniva lamentata in particolare da questi ultimi. La media del dominio cognitivo dopo i 54 anni di età era significativamente maggiore nei pazienti britannici rispetto ai pazienti giapponesi (p <0,05) e spagnoli (p <0,01). Tuttavia, dopo i 69 anni di età, non c’erano differenze significative tra i Paesi.

I risultati, alla luce delle differenze riscontrate nei quattro Paesi per quanto riguarda fatica, disfunzione cognitiva ed emotiva, lasciano pensare che l’associazione di latitudine e sintomi potrebbe fornire nuove intuizioni sul ruolo dell’esposizione al sole, della genetica e della componente culturale nel fenotipo della colangite biliare primitiva.