La Francia guarda allo screening universale per l’individuazione del virus dell’Epatite C (HCV) con un prelievo di sangue da eseguire in tutte le persone con un’età compresa fra 18 e 80 anni.

Lo scopo del governo d’Oltralpe è quello d’intensificare l’azione di prevenzione e contribuire così all’eradicazione della malattia a partire dal 2025.

Alcuni esperti francesi, infatti, asseriscono che la ricerca del virus in tutta la popolazione risulterebbe più efficace rispetto all’analisi dei soli gruppi a rischio; vale a dire in chi fa uso di droghe iniettate tramite siringa; in chi si è sottoposto ad emotrasfusioni prima del 1992; in persone nate in Paesi a forte prevalenza di HCV (la notizia è stata pubblicata in concomitanza con la divulgazione del rapporto 2017 sulla salute pubblica e ripreso dalle colonne del quotidiano Le Figaro).

Un nuovo studio pubblicato sulle pagine della rivista internazionale “Journal of Hepatology” ha inoltre confermato l’interesse economico di questo test da effettuare sull’intera popolazione francese così da rilevare le persone infette e poterle sottoporre a tempestivo trattamento terapeutico.

Lo screening sarebbe utile ad evitare complicazioni – quali cirrosi epatica e perfino il cancro del fegato, nonché il rischio di ulteriori contagi – a condizione però d’intervenire subito sui soggetti colpiti da HCV (anche se a fronte di costi non trascurabili).

Ad oggi in Francia si calcola siano circa 75mila i cittadini affetti da Epatite C non ancora identificati.

A decidere sullo screening universale sarà comunque il ministro della Salute, Agnes Buzyn.

 

(Fonte: Italia Oggi)