La Toscana punta a debellare il virus dell’Epatite C entro 2 anni.

“I nuovi farmaci  – dice Valtere Giovannini, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese – sono uno dei maggiori traguardi della medicina di oggi ed essere stati i primi in Italia, grazie alla Regione Toscana, a renderli disponibili ai cittadini ‘portatori’ del virus è un trionfo della ragione e dell’umanità, un grande risultato della sanità pubblica”.

La malattia – gli fa eco il professor Andrea De Luca, direttore dell’UOC Malattie Infettive e Tropicali – guarisce spontaneamente solo nel 20% de casi. Il restante 80%, purtroppo, sviluppa un’infezione di tipo cronico che può avere gravi complicanze tra cui la cirrosi e il tumore del fegato”; nonché favorire altre patologie extraepatiche. Da qui, l’importanza “d’individuare i casi sommersi e curarla tempestivamente”.

I nuovi farmaci hanno il vantaggio di risultare ben tollerati dai pazienti e pertanto la loro somministrazione è valida in tutti i soggetti ‘colpiti’ dal virus.

Il loro meccanismo d’azione blocca il processo di replicazione dell’agente patogeno riuscendo ad eradicarlo completamente nel 97-98% dei casi. E proprio l’eradicazione del virus è tappa fondamentale del percorso votato al contrasto dell’infezione in modo da impedirne la progressione e le conseguenze già descritte più sopra.

L’eliminazione del virus oltre ad essere di primaria importanza per le persone malate, ha indubbie ripercussioni – positive – sulla popolazione in genere, in quanto l’utilizzo dei nuovi farmaci mira ad evitare la trasmissione dell’Epatite C: e ciò costituisce uno straordinario risultato in termini di sanità pubblica.

Da ciò discende dunque l’obiettivo centrale promosso dalla stessa Regione: ovvero debellare il virus (HCV) entro il 2020 favorendo, per chi ne faccia richiesta, l’ottenimento del necessario trattamento terapeutico.

 

(Fonte: fanpage.it)