Non sempre la sentiamo nominare, tuttavia ha un’importanza fondamentale per il nostro corpo e le sue regolari funzionalità. Stiamo parlando della bilirubina, una sostanza che si trova all’interno della bile e che ricopre un ruolo strategico nell’eliminazione dei globuli rossi una volta giunti al termine del loro ciclo vitale.

La sua presenza nell’organismo è determinante, ma se in quantità eccessive diventa un problema. Come detto, dopo circa 120 giorni di vita i globuli rossi vengono distrutti nella milza. Lo “scarto” è appunto la bilirubina che deve essere espulsa, un qualcosa di cui ha responsabilità il fegato. Generalmente questo processo avviene riversandola nella bile e, successivamente, nell’intestino tenue: a quel punto la bilirubina viene eliminata attraverso l’urina o le feci, i cui rispettivi colori sono dovuti proprio alla presenza di questa sostanza.

Quando l’espulsione non avviene in questo modo e la bilirubina rimane all’interno del corpo, con livelli conseguentemente elevati, si genera una situazione di pericolo dovuta al malfunzionamento del fegato, probabilmente per una patologia grave. L’età è un fattore determinante per stabilire la pericolosità di un livello eccessivo di bilirubina non espulsa: i neonati spesso presentano valori alterati perché il corpo non è ancora sviluppato e quindi il processo di metabolizzazione ed espulsione richiede più tempo. Negli adulti, invece, è diverso ed è consigliabile effettuare determinati esami per capire le cause del disturbo: un livello normale di bilirubina oscilla tra 0.0 e 0,4 mg/dl, quindi un valore che si aggiri intorno al 3 è sinonimo di un malfunzionamento del fegato con possibile malattia epatica o anemica.

L’ittero, che genera subito ingiallimento della pelle e degli occhi, è il sintomo primario di uno scompenso di bilirubina. Tuttavia, non esiste una cura precisa in merito: ciò su cui è importante intervenire è la patologia epatica che, in quel momento, sta generando l’alterazione. Una volta individuato il problema, la terapia conseguente contribuirà a far ritornare i valori della bilirubina nella norma. Per i neonati, invece, proprio in virtù di quanto spiegato in precedenza, si tratta di una condizione momentanea che viene superata naturalmente o con l’ausilio di farmaci specifici.