Eliminare in modo definitivo il virus dell’Epatite C entro il 2030.

È questo l’obiettivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è data, assegnando al nostro Paese un impegno per la ‘cancellazione’ di almeno 60.000 casi l’anno.

All’ottenimento del risultato porteranno il proprio contributo sia la SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali) con la messa in onda di uno spot tv; sia l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di nuovo in campo con la costituzione di un apposito tavolo operativo.

“In Italia – spiega Stefano Vella del Centro Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità – siamo riusciti a trattare 170mila pazienti grazie al Ministero e all’AIFA che hanno lavorato al contenimento del costo dei farmaci. L’obiettivo è l’eliminazione, l’abbattimento delle nuove infezioni e, soprattutto, l’abbattimento del numero delle patologie HCV correlate”.

Un passo fondamentale in questa direzione – vale a dire verso l’eradicazione della malattia – è stato compiuto attraverso l’introduzione di terapie a base di farmaci antivirali ad altissima efficacia e in grado di ‘mettere ko’ il virus in oltre il 95% dei soggetti presi in carico.

Farmaci dal prezzo piuttosto elevato e che alla fine dell’anno andranno a perdere l’etichetta di “innovativi” per poi circuitare all’interno dei ‘normali’ canali di gestione economica del Sistema Sanitario Nazionale.

IL VIRUS IN ITALIA: STIME ANCORA IMPRECISE

E se da un lato, il virus continua a rappresentare una vera e propria minacciapiù di 200mila italiani non sanno di esserne portatori – dall’altro il nostro Paese, in Europa, è quello con il maggior numero di persone esposte all’HCV.

Inoltre, i dati sulla diffusione dell’infezione risultano abbastanza imprecisi: la stima, infatti, varia tra 700mila ed 800mila.

LO SPOT TV SULLE RETI RAI

La Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) assieme al Ministero della Salute ha predisposto una campagna di promozione tv – tramite le reti RAI – per sensibilizzare tutta la popolazione. Gli spot saranno trasmessi prima della giornata mondiale delle epatiti in programma il 28 luglio.

L’IMPEGNO DELL’AIFA

Nel frattempo il direttore generale dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Luca Li Bassi, ha convocato un tavolo operativo rivolto allo sviluppo di progetti e strategie nazionali per migliorare l’accesso ai farmaci anti Epatite C.

Anche da quest’iniziativa potranno scaturire traguardi importanti finalizzati ai prossimi step: l’abbattimento del 30% delle persone attualmente malate entro il 2022 e la discesa a quota 100mila malati entro il 2030 rispetto agli attuali (700-800mila).

Tanto, se non quasi tutto, dipenderà tuttavia dalla leva economica disponibile.

 

(Fonte: rifday.it)