La terapia a base di cabozantinib può essere rimborsata. Lo ha deciso l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) offrendo così maggiori possibilità di trattamento per i pazienti affetti da tumore del fegato in stadio avanzato.

Decisivi, ai fini della decisione dell’Agenzia, i risultati dello studio internazionale “Celestial” che ha visto coinvolti oltre 100 centri in 19 Paesi diversi. La ricerca avrebbe dovuto interessare 760 pazienti precedentemente trattati con sorafenib: l’arruolamento, ultimato nel 2017, alla fine ha visto prendere parte al progetto 773 soggetti. L’indagine, visti i risultati soddisfacenti già nell’immediato, è stata conclusa in anticipo alla luce dei benefici sia in termini di sopravvivenza generale che di sopravvivenza libera da progressione e di qualità della vita dei pazienti interessati.

Sono circa 800mila i i casi di carcinoma epatocellulare che vengono diagnosticati ogni anno: un dato che lo porta a essere la sesta forma tumorale più diffusa e la seconda causa di morte (per tumore) nel mondo. I pazienti con malattia in stato avanzato, in media, hanno una sopravvivenza che oscilla tra i 4 e gli 8 mesi. La terapia con il cabozantinib, una piccola molecola orale che inibisce alcuni recettori coinvolti nel processo cellulare, nel nostro Paese era già stata approvata per trattare il tumore del rene. Nel novembre 2018 aveva incassato l’ok per la cura del tumore del fegato in Europa.