L’Italia, in rapporto allo scenario europeo, è seconda solo alla Spagna per numero d’interventi effettuati. Quella dei trapianti è dunque la storia di una lunga sinergia vincente.

Da un lato, la costante attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione affinché si comprenda l’importanza della donazione.

Dall’altro, la continua ricerca di nuove soluzioni in grado di accrescere il numero di organi utilizzabili: dal progressivo innalzamento dell’età dei donatori (il fegato oggi si può prelevare dagli ultra-ottuagenari) al ricorso ai trapianti chiamati “cross over”.

Nel 2018 nel nostro Paese sono stati eseguiti 3.419 trapianti d’organo.

A fronte di 2.638 accertamenti di morte e di 1.672 donatori (erano 1.714 nel 2017), si è fatto ricorso alla generosità di 1.373 di loro (contro i 1.437 di tutto il 2017) per trattare malattie complesse a carico di reni, fegato, pancreas, polmone e cuore.

Le statistiche diffuse dal Centro Nazionale Trapianti, che ancora non comprendono le procedure condotte a termine nel mese di dicembre 2018, permettono comunque di scattare una fotografia più che positiva e confermare il buon andamento caratterizzante l’ultimo biennio.

Il trend dei donatori ha pertanto consentito di mantenere pressoché immutato lo scenario.

Scenario il cui orizzonte appare sereno, nonostante le opposizioni alla donazione (oggi pari al 28,8% dei decessi) si mantengano percentualmente identiche da 2 anni a questa parte.

In cima alle città italiane, infine, per numero di trapianti c’è sempre la piemontese Torino.

LE LISTE D’ATTESA

Gli esperti puntano a ridurre le liste d’attesa in tempi ragionevoli. I dati pubblicati dal CNT e ancora riferiti al 30 novembre 2018, ‘parlano’ di 8.765 italiani in attesa di trapianto (il 2,7% rappresentato da pazienti pediatrici): 6.521 per rene, 1.014 per fegato, 747 per cuore, 384 per polmone, 246 per pancreas e 11 per intestino.

Il calo, sul 2017, riguarda soltanto i pazienti in attesa di un rene (6.683 lo scorso anno) e il pancreas (262 a tutto il 2017).

In leggero aumento i numeri del fegato (si partiva da 989), del cuore (da 741) e del polmone (da 354).

COME ISCRIVERSI?

Ci si può iscrivere in 2 Centri (uno della propria Regione) per il trapianto di rene, mentre la scelta è solo 1 (libera su tutto il territorio nazionale) se si è candidati al trapianto di fegato, cuore, polmone e pancreas.

Due gli Ospedali autorizzati al trapianto d’intestino: il Policlinico Sant’Orsola di Bologna e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo (pazienti pediatrici).

È poi il CNT ad ‘incrociare’ le disponibilità di organi con le richieste provenienti dai diversi Poli del Paese.

COME SI DIVENTA DONATORI

Accanto ai registri attivati ormai da anni dai Comuni, vi sono altre 4 opportunità per manifestare la propria volontà a donare gli organi. Si può chiedere il modulo apposito all’ASL d’appartenenza; attraverso il tesserino blu scaricabile dal sito del Ministero della Salute (da custodire nel porta-documenti personale); tramite l’iscrizione all’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (AIDO); con dichiarazione della propria volontà su un foglio bianco: firmato, datato e custodito nel porta-documenti personale.

 

(Fonte: lastampa.it)