Sabato 11 maggio, all’Hotel Metropole, hanno preso parte all’EPAday della regione Lazio i quattro Centri per il trapianto di fegato dell’adulto di Roma.

Il convegno ha disegnato l’attualità dell’intero percorso: dalla selezione per la candidatura, fino alla sorveglianza post-trapianto.

Gli esperti hanno tratto spunto dall’analisi di casi clinici per estrapolare osservazioni generali relativamente alla definizione di quando avviare un malato al trapianto, sia per malattia benigna sia per Epatocarcinoma.

Inoltre si sono approfonditi gli aspetti peculiari di due diverse situazioni cliniche: la malattia da dipendenza da alcol e la sindrome metabolica.

Entrambe le condizioni morbose sono, infatti, destinate a vedere ampliata la disponibilità verso il trapianto nel prossimo periodo, ora che è disponibile la cura per l’epatite virale C, la cui richiesta di trapianto si ridurrà.

La sessione finale dell’incontro ha puntato invece i riflettori sul delicato interscambio di rapporti tra gli ospedali che non sono sede dei Centri trapianto e questi ultimi, approfondendo tanto gli aspetti psicologici dell’epatotrapiantato quanto illustrando la disponibilità del trait-d’union dato dalla figura dell’infermiere di coordinamento dei Centri trapianto. Si sono inoltre illustrati gli aspetti a doppia faccia della terapia immunodepressiva e delle problematiche infettivologiche tipiche del post-trapianto.

Relativamente alla definizione del timing d’indicazione al trapianto nello scompenso epatico si è fatto chiarezza sul ruolo degli score di gravità, MELD in primis, che non sono esaustivi nel disporre la candidabilità all’intervento.

Circa la malattia alcolica si è sottolineato che la regola dei sei mesi di astinenza è stata ormai superata e che –  previa accurata selezione – si può valutare l’indicazione ad un trapianto epatico urgente anche dell’epatite acuta alcolica non responsiva alle cure mediche qualora il paziente presenti una situazione di sostegno sociale adeguato.

Si è altresì affrontata l’estrema rilevanza che riveste, nell’ambito della malattia da dipendenza da alcolici, la disponibilità dell’esperto tossicologo nel Centro trapianti proprio per garantire il massimo supporto ad una patologia complessa la cui cura non si completa nel trapianto di fegato.

Relativamente alla malattia tumorale, gli esperti hanno discusso due casi “limite” che ben scheletrizzavano l’assunto di base nella valutazione dell’Epatocarcinoma.

Ogni malato epatopatico che presenti tale complicanza ed appartenga alla finestra di trapiantabilità per età anagrafica e per stato generale dev’essere discusso sin dall’inizio del suo percorso terapeutico con il Centro trapianti.

I trattamenti preliminari non dovranno e non potranno essere tutti svolti presso questa sede, ma la pianificazione di un percorso che tenga conto della disponibilità teorica dell’ingresso in lista per il trapianto di fegato va preventivamente ipotizzata e discussa proprio per dare a tutti i malati la stessa opportunità di cura.

L’organizzazione del Centro trapianti è perfettibile, sia in ordine alle capacità d’accesso del malato urgente, sia in ordine alla strutturazione di un vero network perlomeno regionale che definisca le strategie d’impegno dalla candidatura fino al trapianto e che consenta di stimolare ed avviare la partecipazione attiva del paziente al processo di cura che lo impegnerà per tutta la vita.

Mediante un piano di trattamento siffatto si otterrà il massimo dell’aderenza alle cure nell’ambito di un’alleanza terapeutica completa tra medici e pazienti.

Lucio Caccamo

(componente della Faculty Epateam in qualità di promotore)

 

Qui il programma completo dell’evento ospitato all’Hotel Metropole

 

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Epateam ha altresì colto l’occasione dell’EPAday Lazio per illustrare gli ultimi due servizi pensati nell’ottica di un rapporto sempre più condiviso con i pazienti ed i medici.

Il primo servizio – p@rlaconepateam – metterà a disposizione di quanti vorranno formulare un quesito sul trapianto di fegato, gli esperti della Faculty: saranno loro a fornire informazioni generali a medici e utenti su tematiche sanitarie specifiche che coinvolgano il pre ed il post-intervento.

Il secondo servizio – Le Storie di Epateam – raccoglierà i racconti di coloro che hanno vissuto l’esperienza della donazione d’organo e del trapianto: dalla fase della diagnosi clinica, all’inserimento in lista d’attesa, ai giorni antecedenti la sala operatoria, al ritorno alla vita quotidiana (che in tanti definiscono una vera e propria ‘rinascita).

Sia Le Storie di Epateam sia Parla con Epateam verranno attivati a breve: basterà collegarsi al portale www.epateam.org. e cliccare sull’icona corrispondente.

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