La notizia del trapianto record eseguito alle “Molinette” arriva proprio nel giorno dell’Epaday Italia, ospitato nella città della Mole (QUI IL PROGRAMMA), precedendo pure di qualche ora l’appuntamento/convegno di studi – dal titolo “30 anni di trapianto di fegato – Verso nuove frontiere” (QUI IL PROGRAMMA) promosso dall’ospedale torinese.

Per la prima volta in Italia ed in Europa si è proceduto ad un trapianto combinato di quattro organi (polmoni, fegato, pancreas) su un paziente di 47 anni trasferito dal Policlinico di Bari alla Rianimazione del Centro.

L’uomo, affetto da fibrosi cistica (patologia a carico dei polmoni), visto l’ulteriore peggioramento delle già critiche condizioni di salute, ha raggiunto il Piemonte grazie ad un volo di Stato e alle “Molinette” è stato immediatamente sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico anche in evidenza di una grave disfunzione epatica.

Valuto a livello collegiale dal team multidisciplinare del trapianto polmone e fegato, si è deciso per il trapianto combinato polmoni-fegato-pancreas così da trattare in modo radicale la malattia polmonare.

Poche ore dopo l’iscrizione nel Programma Nazionale di Trapianto in Emergenza, si sono resi disponibili gli organi di un giovane donatore deceduto in regione per trauma cranico.

Da qui l’avvio di un’autentica maratona chirurgica, coordinata dal Centro Regionale Trapianti diretto dal professor Antonio Amoroso.

Due équipe specialistiche partite dal capoluogo, hanno quindi provveduto al prelievo degli organi consentendo alla sala operatoria di far fronte al caso alternando, in perfetto sincronismo, il lavoro dei team del Centro Trapianto di Polmone (diretto dal professor Mauro Rinaldi) e del Centro Trapianto di Fegato (diretto dal professor Renato Romagnoli, nella foto in alto).

L’intervento è iniziato con il trapianto dei polmoni – ad eseguirlo il professor Massimo Boffini coadiuvato dal dottor Paolo Lausi – ed è proseguito con il trapianto di fegato e pancreas condotto dal professor Renato Romagnoli coadiuvato dal dottor Damiano Patrono e dal dottor Francesco Tandoi.

Al termine della seduta – durata oltre 15 ore – il paziente è entrato in Terapia Intensiva Cardiochirurgica per il monitoraggio del decorso postoperatorio. La funzione degli organi trapianti è ripresa in modo regolare e non appena il quadro clinico lo consentirà, l’uomo potrà lasciare la Rianimazione.

 

(Fonte: Quotidiano Piemontese)