Via libera dal Comitato nazionale bioetica (Cnb) al trapianto di organi da donatori HCV positivi.

Per il Cnb, infatti, “con i nuovi farmaci vi sono più chances di sopravvivenza per tutti”.

È di questi giorni la ‘decisione’ assunta dal Comitato nazionale bioetica circa la possibilità di utilizzo di organi provenienti da donatori anti-HCV positivi e HCV-RNA positivi per il trapianto di pazienti anti-HCV negativi.

Nella risposta al quesito formulato il 6 aprile scorso dal direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Alessandro Nanni Costa, il Cnb pur sottolineando come la propria competenza sia limitata alla considerazione di eventuali profili clinici sul piano bioetico (non essendo, dunque, un organismo di consulenza tecnico-scientifica in materia biomedica) ha espresso parere positivo sulla base di alcune motivazioni.

Secondo quanto valutato dal CNT e a seguito delle evidenze scientifiche oggi in possesso, nonché dall’esame della documentazione proposta, il confronto con il ricorso a donatori ‘a rischio standard’ non fa registrare differenze tali nella sopravvivenza rispetto al trapianto di organi da donatori anti-HCV positivi e HCV-RNA positivi a soggetti anti-HCV negativi.

Questo perché – citiamo testualmente – “l’organo viene curato dopo il trapianto” in maniera efficace. E ciò rispecchiando l’orientamento della moderna trapiantologia internazionale rivolta al trattamento della persona che ha ricevuto l’organo piuttosto che alla selezione dei donatori.

Non sussistono dunque ragioni sufficientiper precludere al paziente – si evidenzia nel parere – un’opzione che garantisca un suo interesse primario, ovvero il miglioramento del suo stato di salute (o almeno il tentativo d raggiungerlo) in un intervallo di tempo indubbiamente minore; motivo, quest’ultimo, che compenserebbe, secondo il suo giudizio, il rischio residuo legato al trapianto di un organo a rischio non standard”.

E, ancora: “Oltre che costituire un beneficio in termini di tempi d’attesa per le singole persone che volessero aderire al programma di allocazione di organi da donatori a rischio non standard, si può inoltre argomentare – prosegue il testo del parere – che l’utilizzo di tali organi aumenta le chance di salute e di sopravvivenza per tutti: la maggiore disponibilità, in numero assoluto, di organi da trapianto favorisce indirettamente anche il gruppo in lista d’attesa che si trovasse nelle peggiori condizioni (urgenza dell’organo e condizioni cliniche che scoraggiano il trapianto di organi a rischio non standard). Il beneficio si estende altresì al gruppo di coloro che decidessero, liberamente, di non aderire alla proposta di trapianto da donatori a rischio non standard: si rende, infatti, disponibile per loro un numero maggiore di organi da donatori a rischio standard“.

L’utilizzo di organi da donatori anti-HCV positivi e HCV-RNA positivi prevede tuttavia una procedura doppia (duplice conferimento del consenso, ndr) da parte dei riceventi anti-HCV negativi: la prima al momento dell’iscrizione in lista d’attesa; la seconda quando l’organo è concretamente disponibile per il trapianto.

 

IL TESTO COMPLETO DEL PARERE ESPRESSO DAL CNB

 

(Fonte: quotidianosanita.it)