Nuove apparecchiature per rendere l’ospedale Ramazzini di Carpi, in provincia di Modena, sempre più all’avanguardia nello studio e nella cura delle malattie epatiche. È quello che nelle scorse settimane la onlus “Amici del fegato” ha donato all’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva: nello specifico un software e due sonde grazie alle quali sarà possibile effettuare l’elastografia. Si tratta di una procedura che consente di misurare l’elasticità di un organo, nella fattispecie il fegato, così da verificare il livello di fibrosi, cioè il fenomeno di cicatrizzazione che è la conseguenza di malattie croniche come l’epatite virale o la steatoepatite che può evolvere in cirrosi epatica.

Come ha spiegato il direttore dell’equipe, il dottor Mauro Manno, “l’elastografia ha il vantaggio di associare le immagini ecografiche alla misurazione dell’elasticità e di poter essere eseguita nel corso dell’esame ecografico di routine. Si tratta di una metodica non invasiva, di semplice e rapida esecuzione e che, in un significativo numero di casi, permette di evitare la biopsia epatica. Proprio per queste sue caratteristiche risulta particolarmente utile per il monitoraggio nel tempo delle malattie epatiche e della risposta alle terapie”.

Una collaborazione, quella tra la onlus e l’azienda USL di Modena, che è stata sottolineata anche da Stefania Ascari e Andrea Ziglio, rispettivamente, direttrice del distretto Carpi e direttore medico del Ramazzini: “Siamo particolarmente grati per queste donazioni perché vanno a incrementare ulteriormente la qualità del parco strumenti del reparto, consentendo di innalzare ancora di più l’asticella del livello dell’offerta. Il tutto a vantaggio dei cittadini del territorio, che possono usufruire di una presa in carico completa e di prestazioni sanitarie ad alto valore tecnologico nel loro ospedale di riferimento. Una sanità di prossimità che in questo particolare periodo storico assume ancora più valenza”.