“Per la prima volta abbiamo dimostrato che cellule dal reale potenziale staminale possono esistere nel tessuto epatico umano. Questo potrebbe fornire un ampio range di applicazioni in medicina rigenerativa per il trattamento di diverse patologie epatiche, inclusa la possibilità di superare la necessità del trapianto di fegato”.

A parlare è il dottor Tamir Rashid, ricercatore del King’s College London all’indomani della pubblicazione sulla rivista Nature Communications dello studio attraverso il quale è stato identificato un nuovo tipo di cellula epatica staminale (Progenitore Ibrido Epatobiliare – HHyP) capace d’originare  entrambi i tipi cellulari costituenti il tessuto epatico adulto.

LO SCENARIO SUL QUALE S’INNESTA LA SCOPERTA

Pur considerando i grandi miglioramenti terapeutici raggiunti nell’ultimo trentennio, l’insufficienza epatica – o meglio le insufficienze epatiche – rappresentano la quinta causa in Occidente per mortalità. In tante condizioni di patologia severa, il trapianto d’organo rimane l’unica possibilità per salvare la vita ai pazienti (pur in un contesto non facile, in quanto la disponibilità d’organi non è ancora sufficiente a coprire tutte le esigenze dei malati in lista d’attesa).

LA NUOVA CELLULA IDENTIFICATA A LONDRA

Alla scoperta della cellula epatica staminale HHyP (Progenitore Ibrido Epatobiliare) i ricercatori del King’s College sono arrivati grazie alla metodica denominata Sequenziamento dell’RNA di una singola cellula. In questo modo, infatti, hanno potuto mettere in risalto un altro tassello della comprensione dello sviluppo embriologico del fegato. Queste nuove cellule, sebbene numericamente meno presenti, detengono la reale potenzialità d’inaugurare nuovi filoni di ricerca. In altre parole, si tratta di cellule staminali bi-potenti, capaci di dare il là sia ad epatociti sia a colangiociti.

DA QUI IN AVANTI

Nel lungo periodo, potrebbe divenire possibile stimolare l’attività cellulare tramite terapie con farmaci così da creare le giuste condizioni affinché le HHyP, già presenti nel fegato, rigenerino l’organo senza la necessità di trapianto.

“Dobbiamo – conclude il dottor Rashid – adesso lavorare per scoprire rapidamente la ricetta utile a trasformare una cellula staminale pluripotente in HHyP per poi trapiantare solo quest’ultime”.

 

(Fonte: sciencecue.it)