Sono quelle de L’Aquila e di Nuoro, in Italia, le province in cui si registra una maggiore prevalenza dell’Epatite E.

Tra le forme di epatite di cui non si parla quasi mai, l’Epatite E – comunque insidiosa in quanto asintomatica – può avere gravi conseguenze non solo sul fegato bensì di altro tipo: vedi le neuropatie periferiche.

Nell’individuare la diffusione della patologia e a lanciare l’allarme per la carne di maiale e di cinghiale – sotto forma di salsicce di fegato, specie se preparate con il tradizionale metodo del ‘fai da te’ casalingo, molto diffuso nei piccoli paesi abruzzesi e sardi – è l’Ospedale dell’Aquila e più nello specifico il reparto di Malattie infettive diretto da Alessandro Grimaldi.

A lui, infatti, si deve lo studio che ha riscosso un’importante presa d’atto in un recente rapporto europeo stilato proprio sulle malattie infettive.

All’Aquila il 50% dei donatori di sangue ha contratto il virus dell’Epatite E.

Ma, come riconoscere una patologia dai sintomi così poco specifici? Gli aspetti da sorvegliare risultano il dolore addominale e le difficoltà digestive.

A tal proposito, l’Ospedale San Salvatore è stato uno dei primi in Italia a dotarsi di un apposito test per la diagnosi dell’infezione; test che fino a poco tempo fa non esisteva (tutti gli accertamenti clinici dovevano essere richiesti all’Istituto Superiore di Sanità).

L’infezione virale – spiega Alessandro Grimaldi in qualità di coordinatore  e responsabile del reparto di Malattie infettive del nosocomio aquilano – può essere trasmessa anche con alcune carni animali crude o poco cotte. Bisogna fare molta attenzione; ad iniziare dalla carne di maiale preparata con il ‘fai da te’ – in particolare le salsicce di fegato – che non deve essere assolutamente mangiata cruda o appena cotta. È sufficiente una temperature di 60 gradi per abbattere il virus”.

Il virus dell’Epatite E in Italia è stato isolato soprattutto nelle regioni e città dell’Appennino Centrale – Abruzzo, Lazio, Umbria, Molise e parte delle Marche – cioè in realtà in cui è in uso allevare il maiale in casa e poi trasformarlo in tutto ciò che di buono e gustoso può dare. Unico punto critico, va nuovamente ricordato, è la salsiccia di fegato. Non sussistono problemi, dunque, per gli insaccati (prodotti stagionati).

La patologia associata al virus, oltre a provocare un’epatite acuta può dare luogo a malattie extra-epatiche quali neuropatie e nefropatie fino a cronicizzare nei soggetti con deficienza del sistema immunitario.

 

(Fonte e foto: Rete8.it)