Sempre più americani, affetti da Epatite alcolica acuta, ricorrono a precoci trapianti di fegato.

Secondo un recente studio Usa, se nel 2011 i Centri statunitensi che registravano pazienti con Eaa nelle loro liste d’attesa per il trapianto d’organo erano solamente 10, nel 2016 assommavano già a 27.

Nello stesso periodo – riporta Reuters Health – è cresciuto il numero degli iscritti con Eaa alle liste d’attesa, passando da 14 a 58.

“Questo tipo di pazienti – dice George Cholankeril della Stanford University School of Medicine, autore del dossier pubblicato da Alcohol and Alcoholism – dovrebbe rimanere sobrio per almeno 6 mesi prima di candidarsi al trapianto. In realtà molti di loro chiedono aiuto soltanto quando presentano una grave malattia infiammatoria“.

Cholankeril e colleghi hanno studiato lo United Network for Organ Sharing tra il 2011 e il 2016, mettendo sotto lente i dati di 186 persone appena inserite in lista trapiantologica nonché i 931 soggetti con insufficienza epatica acuta indotta da farmaci.

Gli ultimi divisi in 2 gruppi: quelli con paracetamolo (Apap, 241) e quelli non paracetamolo (non-Apap, 690).

Il punteggio Meld era pari a 32 per gli Eaa, 3 per gli Apap e 45 per i non-Apap.

La sopravvivenza a 1 anno dal trapianto di fegato è stata dell’89,5% per gli Eaa, dell’87,7% per gli Apap e del 90,9% per i non-Apap; mentre a 3 anni le percentuali risultavano rispettivamente dell’87,8%, del 77,4% e dell’85,9%.

 

Fonte: Alcohol and Alcoholism 2018 – Anne Harding – Quotidiano Sanità/Popular Science