Eccezionale trapianto di fegato, a Roma, su una donna di 50 anni già colpita da metastasi epatiche da carcinoma mammario trattate tramite radioterapia e chemioterapia.

Ad essere sottoposta all’intervento la signora L.B., affetta da insufficienza epatica terminale.

L’intervento rappresenta la prima esperienza in Italia per questo tipo di patologia: ovvero su soggetti con metastasi causate da cancro della mammella non “aggredibili” chirurgicamente.

“L’intervento – commentano Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità della Regione Lazio e Fabrizio d’Alba, Direttore generale dell’A.O. San Camillo-Forlanini – potrà dare nuove chance a quanti diversamente non avrebbero altra possibilità di cura”.

Ad eseguire il trapianto, all’interno del Centro POIT (Polo Interaziendale Trapianti dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini e IRCCS Spallanzani), l’équipe diretta dal professor Giuseppe Maria Ettorre (nella foto in alto).

Regolare il decorso post-operatorio, svolto nel reparto di Rianimazione coordinato dal dottor Mario Antonini.

L.B. presentava metastasi epatiche da carcinoma mammario – unica sede di malattia – operato nel 2000.

Le lesioni erano state affrontate a più riprese mediante terapia oncologica e radioembolizzazione all’Ittrio-90 ottenendone la stabilità.

La paziente ha successivamente sviluppato un quadro d’insufficienza epatica per il quale si è reso necessario l’invio all’Epatologia del San Camillo-Forlanini.

Valutato il peggioramento delle condizioni cliniche ma allo stesso tempo considerata la stabilità oncologica mantenuta negli anni, la donna è entrata a far parte di un protocollo sperimentale (Studio pilota di trattamento della malattia metastatica da adenocarcinoma della mammella in pazienti con esclusiva recidiva epatica in remissione dopo chemioterapia, con associata insufficienza epatica post-trattamento) messo a punto dal dottor Valerio Giannelli e dal dottor Nicola Guglielmo con approvazione del Comitato Etico Lazio 1 presieduto dalla professoressa Paola Grammatico.

Da qui, poi, la richiesta d’iscrizione in lista d’attesa al Centro Regionale Trapianti Lazio e al Centro Nazionale Trapianti.

Lo studio valuterà gli esiti del trapianto in soggetti con insufficienza epatica a seguito di ripetuti trattamenti delle metastasi da carcinoma della mammella, che abbiamo dimostrato una stabilità della malattia oncologica ad esclusiva localizzazione epatica. Ora si dovranno attendere i risultati a lungo termine per validare la procedura e non considerarla più “sperimentale”.

Le condizioni della paziente – operata il 12 luglio scorso – sono al momento ottimali.

Nel Centro POIT dall’inizio dell’anno sono stati effettuati 19 trapianti di fegato, 13 di reni e 2 di pancreas.

 

(Fonte: Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Roma)