Individuare le molecole in grado di bloccare la replicazione del virus HBV e sconfiggere l’Epatite B.

È questo l’obiettivo che si sono dati, in Lombardia, Promidis Srl, Università degli Studi di Milano, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Fondazione Istituto Nazionale Genetica Molecolare, Ospedale San Raffaele.

Al loro fianco si è schierato l’assessorato per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione: quest’ultimo contribuendo al finanziamento del progetto mediante i fondi Por Fesr.

Il progetto CurB – questo il nome – è stato, infatti, inserito all’interno degli Accordi per la Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia ed ha ricevuto un plafond di oltre 3 milioni di euro rispetto al valore complessivo di quasi 6.

L’EPATITE B

Un terzo della popolazione mondiale – dati alla mano – nel corso della vita entra in contatto con il virus responsabile dell’Epatite B (sono 300 milioni le persone sul pianeta che hanno contratto il virus dell’Epatite B: 1 milione di loro ogni anno muore per patologie conseguenti all’infezione da HBV).

Nel 95% dei casi, il sistema immunitario riesce a contrastare la malattia e combattere l’agente patogeno in modo efficace.

Nel restante 5% delle condizioni, invece, il virus ‘prende casa’ nel fegato.

Per queste persone, il rischio di sviluppare patologie epatiche gravi (quali Cirrosi, Epatocarcinoma, Insufficienza epatica) aumenta di molte volte. Non a caso, l’Epatite B diventa cronica nel 5% dei soggetti adulti colpiti dal virus; percentuale che lievita ad oltre il 50% nei bambini con meno di 5 anni.

Dal 2009 al 20015 – per essere ancora più chiari nell’esposizione – la spesa sanitaria destinata dalla Lombardia alla cura dell’Epatite B cronica è raddoppiata, passando da 12 a 24 milioni di euro. E sempre in Lombardia, l’1,3% della popolazione risulta affetta da HBV. A ciò si aggiungono i flussi migratori da e verso i Paesi a rischio (Asia, Africa e Marica Latina soprattutto) così da richiedere un controllo costante dei livelli di guardia.

IL SUPER TEAM DI RICERCA

“A fronte del fatto che mancano farmaci per l’eradicazione del virus HBV e risolvere in maniera completa la patologia – spiega il dottor Romano Di Fabio, coordinatore del progetto CurB – è stato realizzato un super team in modo da approcciare il problema da diversi punti di vista e massimizzare le probabilità di successo. Tre le linee di ricerca attivate: una sulle piccole molecole o farmaci propriamente detti; un’altra su farmaci di origine biologica (anticorpi monoclonali di origine umana); la terza rivolta ad ottenere frammenti di DNA modificati capaci d’inibire la replicazione del virus. Al termine della ricerca sarà possibile giungere ad un farmaco con ogni probabilità di combinazione in grado di rendere massima l’efficacia. Questo team di lavoro sta ottenendo risultati importanti. Nel giro di due e mezzo siamo riusciti ad identificare composti originali davvero potenti”.

 

(Fonte: affaritaliani.it)