Una nuova definizione, semplice e completa, per diagnosticare la malattia del fegato grasso associata alla disfunzione metabolica (MAFLD). È quello su cui sta lavorando un team di esperti internazionali provenienti da 22 Paese e i cui risultati sono stati pubblicati in un articolo sul Journal of Hepatology.

Fino ad oggi per diagnosticare la steatosi epatica è stato necessario escludere altre forme di patologie epatiche tra cui l’assunzione di alcol “in eccesso”. I criteri su cui si basa lo studio in corso procedono invece verso una diagnosi di disfunzione metabolica indipendentemente dal coinvolgimento del fegato.

Critesi basati sull’evidenza della steatosi oltre a obesità, presenza di diabete di tipo 2 o evidenza di disregolazione metabolica. Gli esperti vorrebbero valutare la malattia e la sua gravità andando oltre la classificazione della steatoepatite rispetto alla non steatopatite. Un quadro cioè per considerare altre cause di malattia del fegato grasso, con l’obiettivo di unificare la terminologia, migliorare la legittimità della pratica clinica, degli studi e dell’assistenza clinica, e far progredire il settore clinico-scientifico della ricerca epatica.

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