Ridurre l’assunzione di carboidrati, attraverso la dieta, può produrre effetti positivi nelle persone con malattia del ‘fegato grasso’ o steatosi epatica non alcolica (NAFLD).

Alcuni ricercatori hanno messo in evidenza come solo 2 settimane di dieta a basso contenuto di carboidrati abbiano ridotto i livelli di grasso epatico nonché indotto il miglioramento di altri indicatori, inerenti la salute cardiometabolica, in un piccolo campione di pazienti con steatosi epatica non alcolica.

Adil Mardinogludel KTH Royal Institute of Techonology (Svezia) – coautore dello studio, assieme al suo team ha pubblicato i risultati del lavoro sulla rivista Cell Metabolism.

Mardinoglu e colleghi hanno scelto ed ‘arruolato’ 10 adulti, tutti obesi e con malattia del ‘fegato grasso’, sottoponendoli per 2 settimane ad una dieta isocalorica ma più ricca in proteine.

Dallo studio è quindi emerso che la dieta a ridotto contenuto di carboidrati ha migliorato il metabolismo del grasso del fegato e portato a forti riduzioni del grasso epatico.

Altro risultato ottenuto, la diminuzione degli indicatori infiammatori: più nello specifico interleuchina-6 e tumor necrosis factor aplha, la cui alta percentuale è stata correlata ad una maggiore gravità della NAFLD.

Infine, i ricercatori hanno potuto constatare come la stessa dieta favorisca i cambiamenti nel microbiota intestinale associati all’incremento dei livelli circolanti di folato (quest’ultimo messo in stretto collegamento ai miglioramenti metabolici del grasso del fegato).

Fermo restando, precisa il gruppo di ricerca, che non esiste comunque un approccio ‘univoco’ quando si parla di dieta: e pertanto un regime alimentare con limitazione dei carboidrati potrebbe non ‘funzionare’ per tutti coloro in cui si ha diagnosi di malattia del ‘fegato grasso’.

(Fonte: Medimagazine.it)