Sono stati 19 in 11 giorni i trapianti effettuati al policlinico Sant’Orsola di Bologna da Ferragosto a fine mese. Di questi 6 sono stati quelli di fegato, 2 di cuore, 1 di doppio polmone, 5 di rene singolo, 4 di doppio rene in un unico ricevente e 1 di rene da donatore vivente. In quest’ultimo caso si è trattato di una moglie che, con un gesto di grande generosità, ha permesso al marito di ricevere il nuovo organo. Ma non solo.

A questi, bisogna aggiungere anche un trapianto di fegato e uno doppio di rene da donatore a cuore non battente, una tipologia di donazione che richiede un massiccio lavoro da parte dei rianimatori delle terapie intensive. Come spiega il policlinico in una nota, “essere riusciti nell’intervento assume un valore ancora maggiore. Risultati importanti che si possono ottenere solo grazie all’impegno e all’organizzazione di chirurghi, anestesisti, nefrologi, epatologi cardiologi e infermieri. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente se non ci fosse stata a monte la scelta generosa delle famiglie dei donatori, l’intensa attività di coordinamento del Centro Riferimento Trapianti e il lavoro eseguito nelle sedi donative della nostra regione (Ospedale Maggiore di Bologna, Ospedale di Parma, Ospedale di Baggiovara e di Reggio Emilia). Pur con le complessità legate al Covid – prosegue la nota -, ancora lontano dall’essere debellato, si continua a dare speranza a pazienti in attesa di trapianto. Per potere procedere con questa intensità sono stati messi a punto protocolli molto rigidi che prevedono controlli serrati per garantire la sicurezza delle procedure durante tutto il percorso del trapianto”.

Procedure che, nonostante il Covid, per la maggior parte degli organi vedono l’attività di trapianto del 2020 in linea con quella del 2019.