La proporzione è di quattro persone su cinque. Stiamo parlando dei pazienti affetti da diabete che sviluppano problemi al fegato. In particolare la Nash, la steatoepatite non alcolica.

Lo conferma una ricerca effettuata al policlinico Gemelli di Roma e presentata nei giorni scorsi in occasione della 56esima edizione della Easd (la European association for the study of diabetes). La Nash rappresenta uno degli stadi della steatosi epatica non alcolica, una patologia che in Europa colpisce una persona su quattro e, in maniera frequente, è associata a situazioni di sovrappeso, obesità o insulina-resistenza. Dallo studio condotto nella Capitale è emerso che i pazienti con diabete mellito hanno una possibilità di sviluppare la malattia tre volte superiore rispetto ad altri soggetti, così come il rischio di vedere un’evoluzione della patologia verso la cirrosi.

La biopsia epatica è, al momento, l’esame che consente di diagnosticare questa condizione. Dei 309 pazienti con obesità grave coinvolte nella ricerca, di età compresa tra i 19 e i 69 anni, un terzo era affetto da diabete mellito e tutti erano statu sottoposti alla biopsia nel corso di un intervento di chirurgia barbarica. Nel 69,2% di loro è stata riscontrata la steatoepatite e tra quelli con il diabete la prevalenza è stata dell’82,1%.