Si chiama morbo di Wilson. È una malattia ereditaria che comporta un accumulo eccessivo di rame in fegato, cervello e altri organi vitali. Può essere diagnosticato precocemente, così da garantire una qualità di vita normale a coloro che ne sono affetti.

Filippo Laganà ha 26 anni. È il figlio dell’attore Rodolfo. Da giovanissimo si è sottoposto a un trapianto di fegato perché afflitto da questa patologia. Il padre, invece, da tempo soffre di sclerosi multipla: hanno raccontato la loro storia e la loro “unione” nella malattia nel corso della trasmissione di Rai Uno “Oggi è un altro giorno”. “Filippo è la cosa più importante della mia vita – ha spiegato l’attore – qualsiasi cosa gli capiti per me rappresenta un dolore indescrivibile, ma insieme abbiamo superato tutto”.

Filippo, all’epoca, si trovava a New York. All’improvviso ha sentito la pancia gonfiarsi e ha visto che il suo viso, a poco a poco, si faceva sempre più giallo: “Abbiamo capito subito che si trattava di qualcosa di serio – ha raccontato – rientrato in Italia sono andato in ospedale e lì mi è stata diagnosticata la malattia. Fortunatamente mi sono potuto sottoporre al trapianto di fegato”.

Il morbo di Wilson, infatti, impedisce il corretto smaltimento del rame che di conseguenza raggiunge livelli pericolosi per l’organismo: ecco perché, se non trattata accuratamente, questa malattia può portare a complicanze gravi come cirrosi, insufficienza epatica, tumore del fegato e problemi neurologici, renali incluso, nei casi più gravi, il decesso. Come ha raccontato Filippo Laganà, “il fegato mi era diventato come una pietra e anche gli altri organi vicini erano come spappolati. Tuttavia non ho mai avuto paura, pur rendendomi conto di cosa ho dovuto passare”.