I pazienti affetti da fibrosi epatica in stadio avanzato hanno più probabilità di sottoporsi a ventilazione meccanica per contrastare gli effetti del Covid-19. Lo dice uno studio condotto in Spagna dai ricercatori dell’Hospital General Universitario “Gregorio Maran” di Madrid e pubblicato su The Journal of Infectious Diseases.

L’indagine ha analizzato i dati relativi a 160 pazienti di età compresa tra i 35 e i 65 anni colpiti dal virus. Il follow up è durato 29 giorni e, nel corso di questo periodo, il 28,1% dei pazienti ha mostrato i rischi di una fibrosi avanzata. Tra le complicazioni principali, questo gruppo di persone aveva fattori di tipo cardiovascolare e caratteristiche di una risposta infiammatoria come livelli alterati di PCR (la proteina C-reattiva). Il bisogno di ventilazione è risultato estremamente elevato, così come il tempo dalla diagnosi di Coronavirus al ricovero in terapia intensiva si è concretizzato nell’arco di cinque giorni.

Tra gli elementi che hanno fatto capire ai ricercatori la maggiore necessità di ricovero, c’era il livello di Fibrosis Index Based on 4 Factors (FIB-4) superiore a 2,67 o precedenti malattie respiratorie nelle persone oggetto dello studio. Un risultato che potrebbe aiutare i medici a individuare il rischio di esiti clinici infausti nei pazienti colpiti dal Covid-19, soprattutto alla luce di come la fibrosi epatica secondaria alla steatosi rappresenti il principale indicatore di epatopatia terminale e carcinoma epatocellulare.