“Impegni disattesi e trapiantati e trapiantandi di fegato completamente orfani, in un solo colpo, di entrambi i medici specialisti preposti alla loro assistenza”.

Franco Martino, presidente dell’AITF Caserta, prende carta e penna per mettere nero su bianco i timori dell’Associazione rispetto agli impegni assunti dall’ex direzione strategica del “Sant’Anna e San Sebastiano” circa la necessità di provvedere, tramite concorso interno, alla sostituzione del responsabile dell’UOSD SATTE e al rinnovo contrattuale della vice-responsabile della stessa Unità operativa.

“Fino all’ultimo – dice Martino – abbiamo atteso che quanto ci era stato assicurato venisse realizzato e che sul sito dell’A.O. fossero pubblicate le delibere promesse”.

Nel suo intervento, pubblicato dagli organi d’informazione campani, Martino fa notare come le problematiche siano nate in un contesto tutt’altro che negativo.

L’Unità dipartimentale, infatti, è ben presente nel PSA (Piano Sanitario Aziendale) con un organico di 2 medici, 3 infermieri e 2 posti letto in day hospital.

E ciò – altro elemento evidenziato – senza considerare che il reparto rappresenta un autentico fiore all’occhiello dell’ospedale casertano nonché dell’intera rete del Follow-up istituita nel sistema trapianti del CRT Campania.

“Così facendo – aggiunge Martino – vengono tradite le aspettative di una categoria di malati sensibili che, avendo superato l’odissea del trapianto, lotta quotidianamente nella speranza di sopravvivere (l’Unità operativa sembra destinata ad essere assegnata ad interim al Reparto di Gastroenterologia che già presenta difficoltà per carenza di personale).

“Intanto l’AITF – conclude il presidente – ha informato i vari attori istituzionali della sanità regionale su quanto sta accadendo e, contemporaneamente, ha chiesto un incontro urgente al nuovo commissario straordinario… Tanti i pazienti esasperati che, seriamente preoccupati, chiedono notizie alla loro associazione sul perché, in queste ultime settimane, sono stati rimandati a casa dal personale infermieristico il quale non può fornire loro l’assistenza programmata a causa della mancanza di medici specialisti che siano in grado di prescrivere i dovuti piani terapeutici…”.

 

(Fonte: tuttosanita.com)