È ormai universalmente riconosciuto – e scientificamente provato – come il cancro sia la malattia che maggiormente risente delle misure di prevenzione.

Dopo le patologie cardiache (cardiopatie) e gli ictus ischemici, i tumori costituiscono la seconda causa di morte al mondo.

Nel 2018, oltre 18 milioni sono state le diagnosi e nella maggior parte dei pazienti hanno riguardato: polmone, seno, colon-retto, prostata, stomaco e fegato.

A questo proposito va però ricordato che per alcuni tumori del fegato – Epatocarcinoma, Colangiocarcinoma, Tumori Neuroendocrini ed in alcuni casi selezionati di metastasi epatiche da carcinoma colo-rettale – il trapianto di fegato rientra con successo nelle possibilità terapeutiche oggi disponibili.

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro il cancro (World Cancer Day), organizzata dall’Unione internazionale contro il cancro (UICC), si è dunque tornati a ribadire l’importanza delle campagne di sensibilizzazione e ciò allo scopo di salvare milioni di vite aumentando la consapevolezza, l’educazione sanitaria nonché l’accesso agli screening oncologici.

Molti studi dimostrano con certezza il tasso di causalità tra fattori di rischio, quali gli stili di vita errati (fumo di sigaretta, sedentarietà, diete scorrette), alcuni agenti infettivi, esposizioni ambientali (radiazioni ultraviolette, ionizzanti, sostanze chimiche) e il cancro.

Oltre 43 milioni di persone sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi. E accanto ai dati riportati nel Rapporto Globocan pubblicato sulla rivista A Cancer Journal Clinicians, si affiancano le considerazioni dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) attraverso la quale si evidenzia un aumento delle diagnosi che può essere dovuto a diverse componenti: dall’invecchiamento della popolazione alle precarie condizioni di sviluppo sociale ed economico (e ciò in diverse aree del nostro pianeta).

Circa 1/3 delle morti per tumore sono dovute ad aspetti comportamentali: consumo di tabacco, abuso di sostanze alcoliche, obesità.

Il fumo è responsabile di quasi 1/4 dei decessi totali e oltre ai fattori di rischio rilevanti sono da considerare alcuni virus (HBV, HCV, HPV) responsabili del 25% dei casi.

Inoltre il fumo è strettamente collegato a diversi tipi di tumore: il 30% di tutte le tipologie, il 90-95% del tumore polmonare.

E, ancora: il fumo aumenta il rischio di tumore alla vescica e ai reni, all’esofago, al fegato, al pancreas e al colon-retto. Le donne che fumano presentano un maggior rischio di sviluppare tumori all’utero, menopausa precoce ed osteoporosi anticipata.

Secondo le statistiche del Ministero della Salute, il fumo in Italia è una delle principali cause di morte con un numero variabile tra 70.000 e 83.000 decessi l’anno (i fumatori sono circa 10,3 milioni nel Paese, il 25% di essi è compreso tra i 35 ed i 65 anni).

 

(Fonte: ilpiacenza.it)