Pubblicato dalla rivista medico-scientifica “Journal of Epatology”, l’ultimo studio prodotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e che ha come tema centrale il collegamento tra bambini e malattia diabetica: specie in presenza di Steatosi epatica.

Il dossier, compilato sulla base delle informazioni ottenute dalla valutazione del campione formato da circa 700 soggetti (bambini e adolescenti), mette in luce elementi piuttosto importanti circa il rischio di prediabete e diabete nei giovanissimi: rischio che arriva a raddoppiare in chi è affetto da fegato grasso.

Condotto dal Bambino Gesù assieme all’Università di Verona e all’Università di Southampton, lo studio porta la firma del professor Valerio Nobili (già Responsabile di patologie epato-metaboliche e scomparso lo scorso marzo) e si basa sull’arruolamento (coorte) dei piccoli pazienti seguiti, nel periodo gennaio 2003-settembre 2018, sia dalla struttura capitolina sia dal nosocomio veneto.

Vale a dire 599 bambini in capo dall’ospedale romano affetti da NAFLD e 118 bambini in carico all’ospedale veronese non affetti da NAFLD.

Risultato: i bambini e gli adolescenti ‘colpiti’ da Steatosi epatica presentavano una prevalenza significativamente più elevata di tolleranza al glucosio (prediabete o diabete) rispetto a chi non ne soffre affatto (20,6% contro 11%).

In altri termini: il 20,6% dei bambini con NAFLD evidenziava una condizione di alterata tolleranza al glucosio agli esami di laboratorio e alla curva da carico orale. Inoltre, il 19,8% di essi aveva prediabete, mentre lo 0,8% diabete franco.

Lo studio ha infine documentato come nei bambini affetti da NAFLD e prediabete/diabete il rischio di sviluppare NASH (Steatoepatite non alcolica), sia più del doppio rispetto agli individui sani.

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La Steatosi è la malattia epatica più frequente in età pediatrica. È dovuta all’accumulo di grasso nelle cellule del fegato, in quantità superiore al 5%. Circa il 3-12% dei bambini di peso normale è affetto da Steatosi e la frequenza aumenta al 70% nei bambini sovrappeso ed obesi.

La Steatosi epatica può evolvere in Steatoepatite non alcolica (NASH) nel 40% dei casi: da qui il possibile sviluppo di patologie croniche irreversibili a danno del fegato.

 

(Fonte: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma)