Ci sono sfide che nella vita nessuno penserebbe mai di dover affrontare. Soprattutto in tenera età. Ma c’è chi, con impegno e forza di volontà, dimostra ogni giorno come quelle sfide non solo si possano affrontare, ma addirittura vincere.

Arriva da Altamura, in provincia di Bari, la bella storia di un 12enne. Lo chiameremo Marco (nome di fantasia). La sua esperienza è stata riportata anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Una testimonianza intensa: piena di forza e di speranza non solo da parte sua, ma dei suoi stessi genitori. Marco soffre di una forma di autismo ad alto funzionamento: significa che ha un’intelligenza molto sviluppata. È appassionato di scienze, di animali in particolare: una passione che, come lui stesso racconta al quotidiano, lo porterà a studiare zoologia e a fare il paleontologo. Ma c’è dell’altro.

Prima ancora di scoprire questa sua condizione, Marco si è dovuto sottoporre a un trapianto di fegato quando non aveva nemmeno un anno di vita. Il 15 giugno 2008 (lui è nato il 22 aprile dello stesso anno) i genitori lo portano all’ospedale Bambino Gesù di Roma dopo aver riscontrato alcuni segnali poco chiari sulla salute del piccolo. La diagnosi è terribile: atresia delle vie biliari, una malattia rara che porta alla distruzione progressiva delle vie biliari, appunto. In sostanza la bile si accumula nel fegato perché non viene più scaricata nell’intestino, con conseguente danno progressivo dell’organo. Il trapianto è l’unica strada per salvare Marco che, per una serie di coincidenze legate alla vita di Padre Pio (di cui la famiglia è devota), viene operato il 22 gennaio 2009, giorno della vestizione del Santo di Pietrelcina.

Oggi Marco sta bene, ama la scuola e lo studio, sognando il suo futuro da paleontologo.