Partita la campagna di sensibilizzazione contro l’Epatite C dal titolo “Aiutaci a cancellarla”. 

Lo spot tv, anch’esso realizzato in occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti (28 luglio), è stato presentato nei giorni scorsi in Senato.

L’iniziativa, promossa da SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) assieme all’AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), vanta il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute ed ha tra i partner anche Ferrovie dello Stato.

LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE. IL TESTO DELLO SPOT TV

“L’Epatite C in Italia ha colpito centinaia di migliaia di persone; dalla scoperta del virus nel 1989 ha causato in questi ultimi 30 anni oltre 100.000 morti per cirrosi epatica o tumori del fegato. Dopo 30 anni, in Italia vi sono ancora 200.000 persone stimate con infezione da HCV. Oggi grazie alla ricerca possiamo facilmente sconfiggere il virus in poche settimane con una terapia per bocca semplice e non tossica. Rivolgiti al tuo medico e allo specialista: aiutaci a cancellare l’Epatite C. L’Epatite C è un rischio quotidiano e accorcia la vita”.

Lo spot si ispira ad una lavagna in grafite con cancellino di vecchia memoria. Viene trasmesso su tutte le emittenti radio e tv della RAI per avvicinare/sensibilizzare tutta la popolazione. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere le quote del sommerso il cui ‘peso’ numerico varia tra le 100.000 e le 350.000 persone del tutto ignare d’aver contratto l’infezione. La campagna, oltre allo spot, prevede la visione di un cortometraggio contenente le testimonianze dei pazienti guariti (i successi terapeutici raggiungono il 97%), così da rafforzare il messaggio per la totale eradicazione dell’HCV tramite una terapia gratuita e della durata di poche settimane.

I CASI SOMMERSI E LE POPOLAZIONI PIÙ A RISCHIO

A giugno 2019 in Italia risultavano oltre 185.000 trattamenti avviati e nella stragrande maggioranza già portati a termine positivamente.

“Oggi – spiega Massimo Galli, presidente SIMIT – abbiamo a disposizione farmaci per combattere l’Epatite C così efficaci da assicurare nella quasi totalità dei casi l’eliminazione del virus. In questo scenario occorre individuare le popolazioni chiave in cui l’infezione circola maggiormente fungendo da serbatoio virale: vedi i tossicodipendenti (per via endovenosa), i detenuti ed i migranti”.

La lotta all’Epatite C non è ancora vinta del tuttofa eco Salvatore Petta, segretario AISF -. Disponiamo di antivirali validi per efficacia e sicurezza, tuttavia dobbiamo curare ancora tanti pazienti. Da qui emerge la necessità di far convergere istituzioni, clinici e pazienti su una sola strategia utile ad individuare i soggetti non ancora ‘in cura’.

“Particolare attenzione va dedicata ai soggetti con fattori di rischio per l’esposizione al virus dell’Epatite C nonché alle popolazioni che frequentano i Servizi per le dipendenze (SerD) o alla popolazione carceraria: bisogna istituire programmi specifici di screening e terapia”.

OMS, ELIMINAZIONE DELL’INFEZIONE DA HCV ENTRO IL 2030

L’Italia, dati alla mano, grazie alle politiche d’accesso al trattamento introdotte dall’AIFA, raggiungerà l’obiettivo dell’OMS relativo alla riduzione del 65% della mortalità HCV correlata nel 2022. Stando alle analisi condotte dal Center Disease Analysis (USA), è collocata tra i 12 Paesi in grado di raggiungere il traguardo OMS dell’eradicazione dell’HCV entro il 2030 purché si mantenga alta la percentuale di persone trattate.

GUARDA LO SPOT TV

(Fonte: repubblica.it)