Il prima

 

LISTA D’ATTESA: ISCRIZIONE

Per il trapianto di fegato, ogni paziente può iscriversi in un solo centro trapianti presente sul territorio nazionale.

Non vi sono vincoli circa la scelta del centro trapianti.

Di ogni paziente vengono indicati sulla cartella di iscrizione in lista i dati anagrafici, clinici e immunologici.

Pazienti minorenni: è stata istituita la lista unica nazionale per tutti i programmi di trapianto.

Per il trapianto di fegato è consentita l’iscrizione in lista di attesa presso un solo centro trapianto sull’intero territorio nazionale

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Alla chirurgia del trapianto di fegato si giunge in condizioni in cui l’organo risulti seriamente compromesso.

Si rende necessario nei pazienti che corrono il pericolo di morire a causa di una grave insufficienza epatica; per esempio determinata da cirrosi conseguente alla distruzione delle cellule del fegato (epatociti) provocata da Epatite C. Ma si può richiedere il trapianto di fegato anche per la presenza di tumori epatici non altrimenti curabili; il caso più comune in questo ambito è l’epatocarcinoma.

La sostituzione del fegato malato con un fegato sano – o con una parte di esso – richiede la disponibilità di organi selezionati in base a due fattori essenziali di compatibilità tra donatore e ricevente che sono predeterminati prima dell’intervento: gruppo sanguigno e dimensioni corporee.

Nella maggior parte dei casi, il nuovo fegato proviene da un donatore deceduto.
Negli ultimi anni si è però fatto ricorso – in percentuali sempre più crescenti – a trapianti di fegato da donatore vivente, individuato nell’ambito familiare.

Questa opzione, praticabile tanto per riceventi pediatrici che adulti, non è disponibile in tutti i centri trapianto fegato italiani.

Anche altre malattie possono richiedere un trapianto di fegato, quali:
– l’atresia biliare (malattia di origine sconosciuta che colpisce i neonati – 1 su 10.000 – e causa l’infiammazione e l’ostruzione dei dotti biliari)  
– la cirrosi biliare primaria
– la colangite sclerosante
– il Morbo di Wilson
– l’emocromatosi
– la cirrosi da alcolismo

Il trapianto di fegato – non esente da rischi – è un trapianto salvavita che ha anche lo scopo di migliorare sensibilmente la qualità della vita del malato.

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Occorre tuttavia ricordare come sia altrettanto basilare, ai fini del buon esito del trapianto, una fase di attenta valutazione clinica antecedente l’intervento.

Fase utile a stabilire se il trapianto costituisca realmente la migliore soluzione a livello terapeutico per i pazienti affetti da malattia epatica acuta o cronica.

È pertanto fondamentale eseguire alcuni accertamenti strumentali e di laboratorio indispensabili a chiarire il grado d’insufficienza epatica riscontrata e lo stato di salute dell’organismo, fegato a parte.

Concluso il percorso, completate tutte le consulenze specialistiche, ogni singolo caso sarà poi ‘oggetto’ di confronto di un team multidisciplinare composto da chirurghi, gastroenterologi, epatologi, anestesisti, psicologi e infermieri di coordinamento.