di Emiliano Magistri

C’è anche un bimbo di soli sei mesi tra i pazienti che, nei giorni scorsi, si sono sottoposti a sei trapianti frutto di altrettanti espianti avvenuti nell’ospedale Santo Stefano di Prato. Una situazione eccezionale, come ha spiegato la Asl Toscana Centro in una nota ufficiale, di fronte alla quale “nonostante la quasi contemporanea gestione della complessa procedura sanitaria da attivare in questi casi, gli operatori e le strutture hanno reagito benissimo e l’esito è stato positivo”.

I donatori hanno consentito gli interventi in Centri regionali ed extraregionali su pazienti che erano in lista d’attesa: quattro hanno ricevuto il fegato, tra cui il piccolo, due il rene. In un paio di casi, oltre all’organo, sono stati prelevati anche tessuti, cutanei e ossei, nonché le cornee. Particolare è stato il prelievo avvenuto su un paziente di 45 anni deceduto per arresto cardiaco mentre era in strada.

Su di lui è stato effettuato il primo espianto di polmoni a cuore fermo, reso possibile dal fatto l’uomo era iscritto all’Aido e confermato anche dal Sit (il Sistema informativo dei trapianti) e dai suoi familiari. A supportare il personale medico del pronto soccorso è stata l’equipe del centro trapianti di polmone di Siena che ha valutato la funzionalità degli organi per un loro trapianto.

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