Un intervento delicatissimo che ha permesso di rimuovere un tumore del colon-retto con metastasi al fegato in prossimità della vena cava. È quello che è stato effettuato in due tempi differenti all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena.

Nella foto, da sinistra: Gianfranco Montesi, Marco Farsi e Giacomo Batignani

Le operazioni hanno riguardato una donna alla quale, per prima cosa, è stata asportata la metastasi e, dopo circa due mesi, vista la buona riuscita del primo intervento, è stato possibile asportarle anche il tumore primitivo all’intestino. Condotti dall’équipe della UOC Chirurgia generale ed Epatobiliopancreatica, diretta dal dottor Marco Farsi, gli interventi sono stati il risultato di un’importante “collaborazione tra professionisti appartenenti a branche diverse della medicina, della chirurgia e dell’oncologia, nell’ottica di un trattamento multidisciplinare dei pazienti”, ha spiegato il direttore in una nota ufficiale. A collaborare, infatti, sono state le équipe multidisciplinari della Cardiochirurgia diretta dal dottor Gianfranco Montesi, della Anestesia e Rianimazione cardio-toraco-vascolare (afferenti al Dipartimento Cardio-Toraco Vascolare diretto dalla dottoressa Serafina Valente), dell’Anestesia diretta dal dottor Pasquale D’Onofrio e della Anestesia e rianimazione oncologica diretta dal dottor Marcello Pasculli, oltre che insieme a tutto il personale di sala operatoria. In più, la consulenza intraoperatoria è stata a cura del professor Giacomo Batignani della Chirurgia Epatobiliare dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze.

La chirurgia delle metastasi del fegato da tumore colo-rettale prevede strategie diverse che possono variare in base alle caratteristiche del tumore e del paziente. In questo caso è stato deciso un approccio che consentiva di trattare prima le metastasi al fegato e, in caso di successo, procedere alla terapia del tumore primitivo all’intestino. Così è stato fatto con il raggiungimento di un ottimo risultato sia sul piano oncologico che su quello della qualità di vita della paziente. La donna, infatti, ha superato bene entrambi gli interventi ed è al momento libera da malattia. “Da sottolineare – aggiunge il dottor Marco Farsi – che questi due interventi hanno permesso l’asportazione del tumore in una sede molto difficile (che ha reso necessaria una ricostruzione vascolare di una vena epatica), risparmiando però la maggior parte del fegato. Si tratta di una condizione fondamentale nel trattamento di queste patologie considerato che il fegato era danneggiato per malattia concomitante e per gli effetti delle pregresse chemioterapie. Grazie ai progressi effettuati, oggi è possibile trattare chirurgicamente con intento curativo una buona parte delle metastasi epatiche da carcinoma colo-rettale – conclude Farsi -. In questo caso, come in altre circostanze, l’ospedale di Siena ha dimostrato di avere le competenze giuste e che un approccio multidisciplinare con una stretta collaborazione fra professionisti (medici, tecnici, infermieri) si è rivelato vincente”.