Un trapianto eterotopico di fegato parziale per curare il tumore. È l’intervento effettuato al policlinico Sant’Orsola di Bologna e poi pubblicato dall’American Journal of Transplantation. Si tratta della prima operazione effettuata con questa tecnica che ha permesso di impiantare nella milza del paziente una sezione del fegato del donatore, così da farlo crescere gradualmente senza entrare in contatto con l’organo colpito da metastasi che avrebbe potuto comprometterlo, per poi poter rimuovere il fegato malato.

Si parla di “trapianto eterotopico” quando l’organo trapiantato viene collocato in una sede diversa da quella dove normalmente lo si trova. È il caso ad esempio dei reni quando vengono trapiantati nelle fosse iliache al posto della fossa retroperitoneale, oppure del cuore che viene inserito senza rimuovere quello malato (non funzionante), ma collegato ad esso tramite diversi vasi sanguigni. Per la prima volta questa tecnica è stata applicata anche al fegato.

Ideato dal prof. Ravaioli ed eseguito nel reparto di chirurgia generale e trapianti diretta dal prof. Cescon, l’intervento ha riguardato un uomo di 40 anni colpito da metastasi al fegato frutto di un precedente tumore dell’intestino. Nonostante la rimozione chirurgica, la patologia si è ripresentata con l’impossibilità di una nuova rimozione: ecco perché l’unica possibilità era rappresentata da questa tecnica che, proprio perché del tutto innovativa, ha richiesto una lunga e delicata approvazione da parte del Comitato etico del policlinico e del Centro nazionale trapianti.

Un altro risultato straordinario per il sistema trapiantologico dell’Emilia Romagna che ha confermato come il 2019 abbia rappresentato l’anno record per i trapianti di fegato.

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