È ripartita alla volta di Atene la signora Rula, la 59enne greca che, lo scorso aprile, era stata ricoverata a Bari per sottoporsi a un trapianto di fegato. A darne notizia è lo stesso Centro nazionale trapianti che ha anche pubblicato un video (che pubblichiamo qui in basso) in cui la paziente ringrazia il personale sanitario del policlinico che, come afferma lei stessa, “mi ha permesso di stare con persone che mi hanno voluto bene e mi hanno salvato la vita”.

Il nostro Paese aveva raccolto l’sos lanciato dall’organizzazione greca per i trapianti e, nell’arco di 48 ore, nonostante l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, ha garantito alla donna l’organo di cui aveva bisogno. Come ha dichiarato il direttore del Cnt, Massimo Cardillo, “la pandemia sta dimostrando che le risposte sanitarie devono essere globali e che ciascun Paese deve fare la propria parte senza egoismi. L’Italia dei trapianti vuole essere sempre di più all’avanguardia anche nel campo della cooperazione internazionale al servizio della salute delle persone. L’attività di scambio di pazienti ci permette di avere maggiore facilità nel rispondere alle esigenze di chi è in lista d’attesa qui e all’estero”.

Nel 2019 sono stati 16 i pazienti accolti da altre nazioni per un trapianto: 7 dalla Serbia, 3 dalla Bosnia, 2 dall’Albania, 2 dalla Slovenia, una dalla Svizzera e dagli Stati Uniti. Gli organi donati all’Italia invece sono stati 18: 12 dalla Grecia, 4 da Malta, uno dalla Francia e uno dalla Svizzera.

Attualmente sono tre gli accordi bilaterali attivi tra il Centro nazionale trapianti e le corrispondenti autorità competenti di altri Stati (oltre alla Grecia ci sono Malta e Serbia) che riguardano lo scambio di organi in eccedenza e l’accoglienza di un numero limitato di pazienti: di solito si tratta di casi urgenti, pediatrici o di particolare complessità per i quali non è possibile avere risposte assistenziali adeguate nel paese di origine. Inoltre, l’Italia fa parte, insieme a Spagna, Francia e Portogallo, della South Alliance for Transplant (nell’ambito della quale, ad esempio, vengono effettuanti anche trapianti di rene incrociati da donatore vivente) e della rete Foedus, che facilita lo scambio di organi in eccedenza fra i Paesi dell’Unione europea.