Rendere fattibile l’incontro, anche con le rispettive famiglie qualora le parti esprimano la chiara volontà tramite esplicita richiesta, tra riceventi e donatori.

È questo il ‘nocciolo’ della proposta di legge (Ddl) presentata alla Camera da Fabiola Bologna della Commissione Affari Sociali-Sanità (Bologna è deputata del Movimento 5 Stelle).

Una proposta – chiarisce Bologna – nata dall’ascolto e dalle istanze dei familiari e delle persone coinvolte nel delicato percorso del trapianto e che potrebbe divenire il provvedimento ‘pilota’ nel contesto europeo.

 

COSA DICE IN PROPOSITO IL COMITATO NAZIONALE DI BIOETICA

Il 27 settembre 2018 il Comitato Nazionale di Bioetica si era espresso in materia distinguendo il momento che precede il trapianto da quello immediatamente successivo all’intervento chirurgico. Ribadendo che il principio dell’anonimato risulta indispensabile nella fase, iniziale, della donazione degli organi allo scopo di preservare i requisiti dell’equità ed evitare possibili compravendite.

In un secondo momento e trascorso un ragionevole lasso di tempo, aggiungeva però come non appaia contrario ai principi etici rimettere l’anonimato nella libera e consapevole disponibilità delle parti.

Infatti, sempre il Comitato Nazionale di Bioetica chiariva ai soggetti interessati che la conoscenza dell’identità dei donatori non è una pretesa, bensì una possibilità “eticamente giustificata a determinate condizioni”.

Nella proposta di legge presentata dall’onorevole Fabiola Bologna si sottolinea pertanto come la dichiarazione di volontà circa il superamento del ‘vincolo’ (nel caso di specie, l’anonimato) interverrebbe soltanto dopo il trapianto e non prima di un predeterminato intervallo di tempo e comunque sempre in considerazione del fatto che entrambe le parti in causa lo vogliano (fatta salva la possibilità di modifica in ogni istante).

 

LA COMMISSIONE DI GARANZIA

A gestire e ‘vigilare’ sul rapporto tra donatori e riceventi dovrebbe essere una struttura terza. La previsione è quella d’istituire una Commissione di Garanzia ad hoc in seno al CNT composta nei termini e con modalità disciplinati da apposito decreto del Ministero della Salute.

 

IL RUOLO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

In buona sostanza, il Ministero – una volta consultato il Consiglio Superiore di Sanità ed il CNT – previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, andrebbe a predisporre un modello valido per l’intero territorio nazionale da utilizzare per la dichiarazione di volontà nonché la richiesta d’incontro con l’altra parte della donazione, unitamente ai termini e alle modalità attraverso i quali il CNT curerebbe la raccolta – in via telematica – delle dichiarazioni trasmesse dalle strutture sanitarie.

 

VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE E POSSIBILE DINIEGO

A questo punto la Commissione di Garanzia interverrebbe per valutare le condizioni e le volontà espresse dai richiedenti, anche allo scopo di monitorare e prevenire comportamenti tali da compromettere la serenità del donatore, del ricevente o delle famiglie.

Commissione che potrebbe negare l’incontro tra donatori e riceventi nelle condizioni di concreto rischio per l’incolumità psicofisica delle persone coinvolte.

 

(Fonte: quotidianosanità.it)