Una vera e propria maratona che, in 30 ore consecutive, ha permesso di effettuare quattro trapianti che hanno salvato la vita ad altrettanti pazienti. È quello che è successo durante le festività natalizie al policlinico di Modena dove tre uomini hanno ricevuto un nuovo fegato e un altro due reni. Per quel che riguarda il fegato, un intervento è stato effettuato con la tecnica “split liver”, che prevede la divisione dell’organo del donatore cadavere in due parti funzionalmente autonome e trapiantabili.

Il professor Fabrizio Di Benedetto

Come ha spiegato il professor Fabrizio Di Benedetto, direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’AOU, “due pazienti su quattro provenivano da altre regioni e due degli organi donati sono stati prelevati e trasportati a Modena dall’équipe della nostra Chirurgia Trapianti con staffetta aerea. Una parte del fegato utilizzato per trapiantare un paziente di Modena è stato trapiantato in un altro centro italiano, per salvare la vita ad un bambino con patologia congenita del fegato. Questi casi dimostrano il valore fondamentale della collaborazione tra centri specialistici, senza la quale risultati come quello di oggi non sarebbero possibili”.

I due reni sono stati trapiantati su un paziente di 59 anni proveniente dalle Marche, l’emifegato destro su un 59enne pugliese e gli altri due fegati su un 54enne e un 60enne entrambi residenti in Emilia Romagna: “Quanto avvenuto a Modena è stata l’ennesima conferma delle straordinarie capacità del nostro sistema sanitario pubblico – ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini – che, pur in un momento così delicato come quello che stiamo affrontando per la pandemia, continua a fornire risposte concrete a chi è in attesa di trapianto. Un qualcosa reso possibile anche dalle tecnologie più avanzate che la Regione ha messo in campo nell’ambito trapiantologico”.

In merito alla pandemia, il dato da tener presente riguarda la quantità di interventi effettuati in questo 2020 che, come ha spiegato il direttore dell’AOU di Modena, Claudio Vagnini, “sono stati 74, superando quelli dello scorso anno. Si tratta di risultati eccezionali che non solo dimostrano lo stato di salute dell’azienda, ma dell’intero sistema sanitario e assistenziale della Regione, frutto dei protagonisti attivi di questo evento come medici, infermieri e componenti dell’equipe dei trasporti“. Un tema su cui ha poi concluso la sua riflessione il professor Di Benedetto: “Essere riusciti a costruire un team di professionisti così affiatati e in grado di effettuare trapianti multipli e prelievi multiorgano è motivo di grande soddisfazione. La nostra AOU si conferma un polo di eccellenza sotto il profilo formativo per la crescita di giovani chirurghi nell’ambito della chirurgia tecnicamente e tecnologicamente avanzata. Il risultato di un gioco di squadra per il quale devo ringraziare tutti: superare i numeri del 2019, nonostante il Covid, e aver riaperto il programma di trapianto di fegato da donatore vivente, significa riaccendere la speranza per molte persone”.

LEGGI la notizia dell’operatrice dell’AOU di Modena che ha donato parte del suo fegato alla madre