Sono oltre 150 gli esperti, di livello internazionale in materia di malattie epatiche e metaboliche, che hanno sottoscritto un appello corale contro la Steatoepatite non alcolica (NASH), patologia cronica e asintomatica, considerata un ‘killer silenzioso’ del fegato.

Una malattia la cui evoluzione sta letteralmente trasformando lo scenario sanitario mondiale: gli studi ad oggi disponibili la indicano, infatti, come prima causa di trapianto negli Usa entro il 2020.

I responsabili del NASH Education Program, voluto per dare risposte alle esigenze d’informazione ancora insoddisfatte in merito a questa patologia epatica cronica a tutt’oggi poco nota, in una lettera pubblica hanno sottolineato l’urgenza di percorsi clinici dedicati.

“In quanto coalizione internazionale di esperti in malattie epatiche e metaboliche – si legge nel testo – esprimiamo la nostra preoccupazione e intendiamo attirare l’attenzione sull’attuale mancanza di consapevolezza generale circa la NASH (Steatoepatite non alcolica), una grave forma di Steatosi epatica non alcolica (NAFLD) che colpisce già un quarto della popolazione mondiale. Lo scopo è quello di far sì che la NASH sia al centro dell’attenzione dei media più importanti e diventi un argomento di regolare discussione. Nonché sia riconosciuta dalle autorità sanitarie come una delle principali problematiche da affrontare nei prossimi anni e decenni“.

Ma cosa dicono, in concreto, i ‘portavoce’ del NASH Education Program?

Proviamo a riassumere i punti salienti del loro intervento nei confronti della comunità medico-scientifica globale.

“La NASH è una malattia del fegato diffusa, grave e silente che può portare a Cirrosi o cancro e che affligge milioni d’individui, inclusi i bambini”.

“Uno studio comprovato da biopsia ha dimostrato che il 12% degli adulti americani presenta NASH, con un aumento del 63% previsto entro il 2030; le percentuali di NAFLD sono a dir poco allarmanti: il 31% nel Sud America, il 32% in Medio Oriente; il 23% in Europa (e già un 10% nei bambini)”.

“Con una diffusione crescente e legata ai moderni stili di vita connessi al pre-diabete, al Diabete di tipo 2 e alle epidemie di obesità, la NASH è destinata a divenire la primaria causa di trapianto di fegato negli USA entro il 2020”.

“La NASH è una minaccia incombente per la salute pubblica, non solo a causa dell’elevato costo di un trapianto di fegato (stimato in 800mila dollari per paziente negli USA) e delle complicanze relative, ma anche perché la NASH è strettamente correlata a disturbi non epatici come gli eventi cardiovascolari: principale causa di morte nei pazienti colpiti da NASH”.

Inoltre, dicono ancora, la NASH è pressoché sconosciuta al grande pubblico. La diagnosi di NASH, aggiungono, spesso non viene fatta in quanto la malattia è difficile da individuare per la mancanza di una soluzione diagnostica semplice, accurata e conveniente sotto il profilo economico.

In più, ma non ultimo, fatta eccezione per pochi specialisti la comunità medica – diabetologi, endocrinologi, dietologi, cardiologi, ginecologi, medici di base e infermieri – rimane poco informata; ha insufficienti opportunità di apprendimento circa la patologia e limitate risorse formative aderenti allo scopo.

 

(Fonte: pharmastar.it)