Sono oltre mille i pazienti in attesa di un trapianto che possa salvare loro la vita. Lo comunica Swisstransplant, la Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi analizzando la situazione con cui la federazione ha chiuso il 2019.

I numeri sono in linea con l’anno precedente e gli interventi effettuati hanno riguardato, nella maggior parte dei casi, il rene (332 i trapianti): 168 sono state le persone che hanno ricevuto un fegato, 39 quelle a cui è stato impiantato un nuovo cuore e nuovi polmoni, mentre i 25 si sono sottoposte a un trapianto di pancreas.

Tuttavia, 1415 sono i pazienti ancora in lista d’attesa: 1057 attendono un rene, 209 il fegato, 89 il cuore, 57 il pancreas, 45 il polmone e 2 l’intestino tenue. Lista d’attesa che, nel corso del 2019, ha visto morire 46 persone aspettando l’organo di cui avevano bisogno. Come spiegato nel comunicato del direttore di Swisstransplant, Franz Immer, “il bilancio per noi è positivo, perché oltre 79mila persone sono iscritte al Registro nazionale di donazione di organi che la nostra fondazione ha lanciato nel 2018. Con questa espressione di volontà, le persone iscritte nel registro garantiscono certezza, a garanzia così di familiari e personale sanitario in caso di decesso”.

Come del resto avviene anche in Italia, però, il mancato consenso alla donazione degli organi comporta una percentuale di rifiuti elevata nelle varie strutture ospedaliere, visto che oltre il 50% dei familiari di un paziente deceduto dice no all’espianto se non è a conoscenza di una volontà diversa da parte del parente: “Favorire la donazione di organi significa salvare vite umane”, conclude Immer, ecco perché il Consiglio federale sta studiando una modifica alla legge sui trapianti per passare dal principio del consenso esplicito a quello presunto.

Questo significa che le persone che non desiderano donare i loro organi dopo la morte dovranno indicarlo esplicitamente. In assenza di una volontà documentata, i familiari saranno consultati e potranno opporsi a una donazione di organi solo se ciò è conforme alla presunta volontà della persona deceduta.