Thomas oggi ha 8 mesi. Eppure il 24 marzo scorso è nato per la seconda volta grazie ad un trapianto di fegato.

La storia del bimbo di Porto Torres (Sassari), rimasto a lungo in attesa del trapianto d’organo, aveva trovato ampio spazio sulla stampa locale.

Aspettando di poter entrare in sala operatoria, la sua alimentazione dipendeva in tutto e per tutto da un costoso latte artificiale. Latte ottenuto dalla sanità pubblica dopo una lunga e faticosa battaglia burocratica.

Ogni confezione – 400 grammi – di quel nutrimento speciale per malati epatici costava oltre 100 euro.

Il 24 marzo scorso, finalmente la notizia che ha riacceso la gioia e le speranze dei genitori: per il piccolo Thomas era disponibile un nuovo organo al Centro trapianti di Bergamo.

Da qui il messaggio colmo di gratitudine che i genitori hanno rilanciato attraverso la grande porta mediatica dei social.

“Non sapremo mai niente del donatore: ma un cosa è certa; in qualunque istante in cui ti guarderò – dice la mamma – penserò a chi ha reso possibile tutto questo”.

RINASCERE A 8 MESI GRAZIE AD UN GESTO D’AMORE: IL MESSAGGIO DELLA MAMMA SU FACEBOOK

“È passato poco più di un mese dalla tua rinascita – scrive la madre su Facebook-. Le 24 ore più difficili ed interminabili della mia vita, impossibili da dimenticare. A 7 mesi un trapianto di fegato da affrontare e superare… e tu, piccolo grande Thomas ci sei riuscito. Sei rinato, ma questa volta io non ho potuto fare niente, qualcun’altro ti ha rimesso al mondo, qualcuno che ha voluto fare un grande gesto d’amore dando il consenso alla donazione degli organi”.

“Non sapremo mai niente del donatore, probabilmente non conosceremo mai i suoi familiari, ma una cosa è certa, in qualunque istante in cui ti guarderò, penserò a chi ha reso possibile tutto questo. Ti insegnerò ad avere cura del dono prezioso che hai ricevuto, il più importante, tanto atteso e sospirato e a credere nella generosità delle persone, perché tu grazie a loro sei vivo. Tutti devono sapere che dare il consenso alla donazione degli organi, vuol dire dare speranza a chi aspetta il trapianto per poter rinascere”.

 

(Fonte: La Nuova Sardegna)