Da oggi i pazienti minorenni potranno decidere per il trapianto. È quanto prevede la procedura approvata a Torino per il consenso da parte degli under 18. È la prima nel nostro Paese.

L’accordo è il frutto dello studio effettuato dal gruppo “Autodeterminazione e minori d’età” che è stato pubblicato su Bioetica – Rivista interdisciplinare. A condurre la ricerca, un pool di 13 esperti tra docenti e ricercatori dell’università, nonché magistrati del tribunale piemontese, medici e psicologi della Città della Salute e dell’ospedale Regina Margherita.

Tutto era iniziato dopo il caso di un bambino malato di fibrosi cistica che voleva sottoporsi al trapianto, nonostante l’opposizione dei genitori. La Lifc (Lega italiana fibrosi cistica) ha condiviso i risultati in merito ai casi di minori che decidono di sottoporsi al trapianto polmonare, con l’idea di standardizzarne la procedura.

In base a quanto previsto dal protocollo, i pazienti under 18, una volta manifestata l’intenzione di effettuare l’intervento, dovranno dimostrare di essere in grado di assumere decisioni attraverso test specifici. Un importante passo in avanti, come spiegano i ricercatori, “per dare voce ai diritti anche dei pazienti minorenni“.