Un trapianto di fegato da donatore vivente. È l’intervento che per la prima volta è stato effettuato, a inizio luglio, nel centro trapianti dell’AOU di Modena e che ha visto un giovane donare il suo organo per curare il padre affetto da una forma tumorale maligna avanzata. Una condizione clinica che lo poneva ad altissimo rischio di progressione della malattia, con conseguente perdita della chance curativa del trapianto. Grazie alla generosità del figlio che si è offerto per la donazione, una volta svolti tutti gli accertamenti per la compatibilità, è stato possibile eseguire questo complesso intervento.

È stata prelevata la parte destra del fegato del donatore che dopo poco è stata trapiantata con successo nel padre. Il donatore è stato dimesso in ottime condizioni dopo tre giorni di ricovero. Il paziente trapiantato è in ottime condizioni cliniche e il fegato trapiantato ha subito mostrato eccellenti segni di funzionalità ed il paziente è stato dimesso.

Il professor Fabrizio Di Benedetto

Dopo il trapianto di fegato per metastasi epatiche come cura per il tumore del colon effettuato a fine maggio, l’AOU di Modena si conferma un’eccellenza e un punto di riferimento in termini di innovazione trapiantologica. Per arrivare all’intervento vero e proprio è stato necessario un periodo di preparazione di oltre tre mesi e un intenso lavoro di equipe, con il coinvolgimento di tutte le professionalità e specialità mediche coinvolte in questo processo di cura: l’Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico (prof. Massimo Girardis), la Gastroenterologia (prof.ssa Erica Villa), la Radiologia (prof. Pietro Torricelli), Psichiatria (prof. Gian Maria Galeazzi), Servizio di Psicologia (dott.ssa Paola Dondi), tutto il comparto infermieristico con lo staff di reparto e di sala operatoria (dott.ssa Anna Rita Garzia) e molti altri reparti che lavorano quotidianamente insieme con la Chirurgia dei Trapianti per offrire ai pazienti trattamenti personalizzati e all’avanguardia. Come ha spiegato il professor Fabrizio Di Benedetto, direttore del Reparto di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena, “il trapianto di fegato da donatore vivente è un intervento estremamente complesso, non solo per ragioni tecnico-chirurgiche, ma anche per l’organizzazione che richiede, per il coinvolgimento di numerosi specialisti, e infine, per le indubbie implicazioni etiche. Oltre 70 persone hanno lavorato alla stesura dei percorsi aziendali, all’organizzazione del trapianto e alla realizzazione materiale dei due interventi”.

Quella del trapianto di fegato da donatore vivente è una procedura molto diffusa in particolare nel mondo orientale e, in occidente, esclusiva di centri di grande esperienza. Rappresenta la massima espressione di complessità chirurgica, clinica e tecnologica e richiede la presenza di una struttura con un solido background. Il Centro trapianti di Modena è nato nel 2000 ed è diretto dal 2013 dal professor Fabrizio Di Benedetto: in questi sette anni la Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato ha rappresentato una realtà di profilo internazionale all’interno dell’AOU e dell’università di Modena e Reggio Emilia. Sono stati creati programmi innovativi come la chirurgia robotica del fegato, la chirurgia maggiore epatica con sostituzioni vascolari, il prelievo di rene da donatore vivente con tecnologia robotica e la modernizzazione nel campo della chirurgia dei trapianti di fegato.

Il direttore generale, Claudio Vagnini

“L’attività trapiantologica – ha spiegato il dottor Claudio Vagnini, Direttore Generale dell’AOU di Modena – è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare una vita. Questa caratteristica è ancora più marcata quando siamo in presenza di una donazione da vivente. Un’attenzione all’Altro che è nostro compito sostenere, in modo che ottenga quanto sperato. Il risultato di oggi, unito ai dati di attività del centro, testimonia il grande lavoro di squadra che questa Azienda è stata in grado di compiere, grazie soprattutto all’integrazione tra i due ospedali”.

Dal 2000 a oggi sono stati 922 i trapianti di fegato eseguiti nel Centro Trapianti di Modena, di cui 25 da donatore a cuore non battente (secondo centro in Italia per volumi) e un trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumore del colon eseguito a fine maggio. Nel 2019 il totale dei trapianti di fegato è stato 71, mentre dall’inizio del 2020 a oggi già 39 trapianti sono stati portati a termine.