Si chiamano mitocondri e sono piccoli organi presenti all’interno di una cellula di cui rappresentano la principale fonte di energia. Molti tumori maligni si sviluppano attraverso un tipo di cellule che hanno caratteristiche simili a quelle embrionali e vengono chiamate “cellule staminali tumorali”: proprio queste cellule, attraverso i mitocondri, sono state descritte nei casi di colangiocarcinoma, una forma di tumore del fegato che attualmente non trova soluzione nelle terapie disponibili.

A confermarlo ci ha pensato uno studio, condotto dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’università di Firenze e realizzato con il contributo della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, che è stato pubblicato sul Journal of Hepatology. I ricercatori, coordinati dalla dottoressa Chiara Raggi, hanno dimostrato che le cellule staminali del colangiocarcinoma usano i mitocondri attraverso il processo di fosforilazione ossidativa.

Già in passato, un altro studio aveva evidenziato come la cosiddetta coltura in sfere costituisse un ottimo modello per studiare questo tipo di cellule. In questa nuova indagine, invece, sono stati valutati i parametri della respirazione delle cellule, constatando un livello più significativo della fosforilazione ossidativa. A risultare estremamente evidente era la PGC-1α, la molecola più importante per regolare la biologia dei mitocondri. Inibendo questa molecola, i ricercatori hanno constatato che le cellule staminali tumorali rallentavano in maniera decisa il proprio procedimento di crescita.

Nei casi più gravi di pazienti con colangiocarcinoma, il livello di PGC-1α era molto elevato, motivo per cui questa molecola potrebbe costituire un nuovo bersaglio terapeutico e un punto di partenza per nuovi trattamenti efficaci per questa forma tumorale.