Isnb e Policlinico Sant’Orsola  hanno messo a punto una nuova terapia per curare la Mngie (Encefalomiopatia Mitocondriale Neurogastrointestinale): il trapianto di fegato.

Il team multidisciplinare composto dai professionisti dell’Istituto delle Scienze Neurologiche e del Policlinico Sant’Orsola ha, infatti, individuato nel trapianto di fegato il nuovo metodo di cura della Mngie così da migliorare la qualità della vita dei pazienti e contrastare gli ‘effetti’ della malattia.

Grazie a ciò, tre persone colpite da Mngie e prese in carico dalle strutture emiliane sono tornate a guidare l’auto dopo mesi trascorsi a letto; a camminare senza tutore ed alimentarsi autonomamente.

L’Encefalomiopatia Mitocondriale Neurogastrointestinale è una patologia genetica molto rara – non esistono cure risolutive – che si manifesta in età giovanile e accorcia l’aspettativa di vita per coloro che ne sono affetti (solitamente non oltre i 40 anni). Chi viene colpito da Mngie manifesta sintomi gastrointestinali e neurologici di particolare gravità. Sintomi che conducono, nell’arco di alcuni anni, a condizioni di malnutrizione e disabilità motoria (in Italia i casi accertati sono una decina, 3 dei quali in trattamento a Bologna).

Fino a qualche tempo fa l’intervento specialistico consisteva nel trapianto di cellule ematopoietiche, così da correggere in maniera stabile l’assenza dell’enzima all’origine della malattia.

“Una procedura – dicono da Isnb e Sant’Orsola – efficace ma non priva di rischi, tanto da spingere i ricercatori emiliani ad individuare strade alternative: nel 2014, il team multidisciplinare formato da neurologi, gastroenterologi, genetisti, biochimici, neuroradiologi, anatomo-patologi, epatologi e chirurghi ha rintracciato nel fegato – in quanto organo produttore di enzimi – il possibile donatore dell’elemento mancante“.

 

(Fonte: Il Resto del Carlino – Bologna)