Sono stati 76, ben 12 in più rispetto all’anno precedente. Stiamo parlando dei trapianti effettuati in Sardegna nel corso del 2019, numeri in costante crescita e strettamente legati al numero delle segnalazioni su soggetti con lesioni cerebrali sottoposti ad accertamento di morte encefalica.

Un dato, questo delle segnalazioni, che fa della Sardegna la quarta regione in Italia. Degli interventi eseguiti nelle varie strutture ospedaliere, 27 hanno riguardato il fegato, 46 il rene e 3 il cuore. Aumentano, conseguentemente, anche i donatori procurati, ossia quelli con idoneità clinica e consenso al prelievo (61 rispetto ai 57 del 2018).

Positivi anche i dati relativi alle attese, con tempi inferiori rispetto al resto del Paese: 63 i giorni che i pazienti hanno aspettato per un trapianto di fegato, 85 per il cuore, 240 per il rene. Il quadro è stato fornito dall’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e dal coordinatore del Centro regionale trapianti, Lorenzo D’Antonio, che, pur sottolineando l’inversione della tendenza negativa, hanno però ribadito come il numero delle opposizioni agli espianti sia ancora troppo elevato: 23,9%, a livello nazionale è del 29,9%.

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